16 ore e più di volo collegano Milano a Cape Town: la magia di quel volo che parte in una qualsiasi notte stellata e dopo un piacevole stop a Dubai, approda in terra sudafricana. Si oltrepassa la linea dell’equatore, si vola nell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite, dove vedi l’altro volto della luna.

 

CAPE TOWN

Cape Town è amore a prima vista e una volta conosciuta, entrerà nel cuore e sarà impossibile farne a meno. La città è dominata dalla Table Mountain, la cosiddetta “tavola”, così chiamata perché ospita una coltre di nubi che viene appunto denominata “tovaglia”.

E’ possibile raggiungere la sommità della stessa grazie alla Cableway, la funivia che ruota su se stessa mentre si sposta, per consentire a tutti i passeggeri una vista ideale: raggiunta la cima si gode della vista spettacolare dei vari paesaggi del panorama sottostante. Da qui si scorge Robben Island, utilizzata fino al 1996 come carcere, all’interno del quale fu rinchiuso Nelson Mandela.

Torniamo in città e restiamo affascinati dal movimento dello storico porto della città ancora in attività, il V&A Waterfront. Il porto ospita un gran numero di attrattive, da negozi a ristoranti. Ci si sposta poi verso Company’s Garden, per un momento di relax e di piacevole divertimento in compagnia degli scoiattoli che abitano questa verde oasi ricca di diverse specie botaniche.

Continuiamo a passeggiare per Bo-Kaap, il cui nome significa Capo Superiore, uno dei quartieri più fotografati della città per i suoi vivaci colori. L’intensa giornata non può che finire con un salto a Greenmarket Square, il vero cuore pulsante della città, che ogni giorno ospita un vivace mercato di oggetti d’artigianato.

 

CAPO DI BUONA SPERANZA

Ci spostiamo da Cape Town e partiamo alla volta del Cape of Good Hope, il Capo di Buona Speranza, ma prima di raggiungere la punta estrema della penisola, facciamo sosta ad Hout Bay, dal cui porto partono le escursioni in barca verso Duiker Island, un’isola abitata da una colonia di circa 3000 foche.

Entusiasti e soddisfatti dell’escursione, ci rimettiamo in viaggio e impostiamo il navigatore della nostra auto: 34°21’24” – 18°29’51” sono le coordinate geografiche per arrivare dritti a Cape Point, la punta estrema, dove ci aspetta un paesaggio mozzafiato e una piacevole passeggiata in mezzo alla fauna locale.

C’è un unico pericolo: i Babbuini! “Baboons are dangerous and attracted by food” è l’unico cartello segnaletico in questa estrema parte del mondo, nonchè una regola da non dimenticare mai: i Babbuini sono i veri protagonisti di questa magnifica terra, e li ritroveremo ovunque, anche nei luoghi più impensati, come seduti a lato dell’autostrada mentre ignari dei pericoli, ammirano le auto che sfrecciano.

Sulla strada del ritorno, verso il tramonto, doverosa la sosta a Boulders Beach, una baia sabbiosa delimitata da giganteschi massi e abitata da una colonia di circa 2000 pinguini. Una romantica passerella in legno conduce attraverso questo splendido habitat e ci consente di ammirare da vicino i pinguini, bizzarri, simpatici e fotogenici.

 

GARDEN ROUTE

E’ ora di lasciare Cape Town ed iniziare il nostro viaggio lungo la Garden Route: una verde strada costiera lunga quasi 300 km, che alterna spettacolari paesaggi e dove è possibile praticare numerose attività all’aperto.

La nostra prima tappa è la cittadina di Hermanus, un tempo piccolo villaggio di pescatori è oggi diventata una vivace cittadina, generalmente conosciuta come la migliore località al mondo per ammirare le balene dalla terra ferma. Le acque della famosa Walker Bay sono infatti frequentate dalle balene franche australi da giugno a dicembre, proprio perchè, al riparo nella baia, sono più calde delle acque dell’Antartico e dunque luogo ideale per partorire.

Iniziamo la nostra passeggiata lungo il sentiero sulla scogliera e andiamo alla ricerca del Whale Crier, una sorta di banditore, che scruta costantemente il mare e annuncia l’avvistamento delle balene. La fortuna non ci ha assistito e siamo piuttosto demoralizzati ma l’appuntamento con le balene è solo rimandato di qualche ora: partiamo a bordo di una imbarcazione e una volta raggiunto il largo, avvistiamo i grossi cetacei in tutta la loro maestosità.

L’avvicinamento alle balene in mare segue regole molto severe e le imbarcazioni devono tenersi ad almeno 50 metri di distanza dai cetacei. Non siamo ancora soddisfatti della nostra giornata, e decidiamo di affidarci alla nostra guida per andare alla scoperta di Betty’s Bay, una piccola località di villeggiatura dove si trova lo Stony Point African Penguin Colony: una piccola oasi di appartenenza ad una colonia di pinguini che, in totale assenza di barriere, si mescolano ai pochi turisti che come noi, hanno scovato questo luogo magico.

 

I 2 OCEANI

Lasciamo Hermanus e percorriamo un lungo tratto di costa Sudafricana: il nostro punto di arrivo giornaliero sarà Knysna passando inevitabilmente per Cape Agulhas, il punto più meridionale del continente africano, il punto d’incontro dei due oceani, Indiano ed Atlantico, luogo in cui non mancano tracce di navi naufragate.

Arriviamo a Knysna solo al tramonto ma ci basta per apprezzarne da subito l’estrema bellezza: attraverso un ponte raggiungiamo Thesen Island, un luogo incantato, un’isola artificiale composta da una marina e da una serie di unità abitative costruite in uno stile architettonico coloniale marittimo. La stanchezza non lascia spazio ad altro: l’indomani ci aspetta il nostro vero ultimo giorno alla scoperta del Western Cape.

 

AFRICA VERA

Inizia cosi la seconda parte del nostro viaggio, quella dedicata all’Africa vera, quella dei documentari, quella che tutti ci aspettiamo di vedere: l’Africa dei Big Five.

Prima tappa l’Elephant Sanctuary, The Crags, nei pressi di Plettenberg Bay: un parco, come tanti altri, ma dedicato interamente alla protezione e salvaguardia di tutti quegli elefanti rimasti orfani. Un luogo di interazione con i grossi pachiderma che permette all’uomo un vero contatto e forti emozioni.

Seconda tappa, il Tenikwa Wildlife Awareness Centre, un centro di recupero dei felini orfani ed abbandonati e infine il Monkeyland, un interessante safari a piedi nel cuore di quest’area abitata da diverse specie di scimmie che qui vengono reinserite alla vita normale dopo tristi esperienze in zoo o case private.

Raggiungiamo poi Cape St. Francis, una piccola cittadina con una spiaggia battuta dal vento, case costruite letteralmente sul mare, onde importanti e un oceano affollato di surfisti…il luogo ideale dove invecchiare.

L’indomani raggiungiamo Port Elizabeth per il nostro volo interno che ci porterà nella città di Durban e da lì raggiungeremo lo HluHluwe-iMfolozi Park, uno dei parchi più famosi e suggestivi del Sudafrica al pari del Kruger. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò prossimamente.

Questo è solo il mio secondo viaggio in Sudafrica, ma non l’ultimo, perchè quando conosci questa terra non te ne liberi più.

Senti solo il bisogno di tornarci e tornarci e tornarci.

Perchè lì lasci qualcosa… il cuore.

Credit Stefania Bozzi  GMV

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