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Namibia

DESCRIZIONE

La Namibia è un paese assolutamente spettacolare, una terra di deserti e contrasti, un universo unico per la varietà delle specie animali e delle bellezze naturalistiche, tanto da essere considerata il “Diamante d’Africa”. Regala emozionanti safari fotografici nell’Etosha Park, affascinanti trekking lungo canyons e deserti, incontri ravvicinati con le simpatiche foche di Cape Cross, visioni spettrali dei relitti di nave della Skeleton Coast, tramonti infuocati nel Deserto del Kalahari, albe indimenticabili tra le dune rosse del Deserto del namib, ma anche interessanti incontri con le bellissime donne Himba e città a ‘misura d’uomo’ come la capitale Windhoek o le “tedesche” Luderitz e Swakopmund.
Il regalo più grande rimane però il suono del silenzio che ci avvolge e stordisce notte dopo notte, giorno dopo giorno.

DOCUMENTI: passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di rientro con pagine libere. Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di tenerla separata dal documento originale. Visto turistico non necessario per soggiorni inferiori a 3 mesi.

VIAGGI ALL’ESTERO DI MINORI: dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano dovranno essere muniti di documento di viaggio individuale. Pertanto, a partire dalla predetta data i minori, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009, dovranno essere in possesso di passaporto individuale oppure, qualora gli Stati attraversati ne riconoscano la validità, di carta d’identità valida per l’espatrio.

INFORMAZIONI SANITARIE: non sono richiesti certificati di vaccinazione internazionale a meno che non si sia stati in paesi considerati a rischio negli ultimi sei mesi. Consigliata l’antimalarica per chi si reca nel Caprivi. Raccomandiamo in ogni modo di rivolgersi al proprio Ufficio d'Igiene Provinciale per informazioni più dettagliate. Si raccomanda di portare con sé nel bagaglio a mano le medicine di uso personale. Consigliati collirio ed antidiarroici.

FUSO ORARIO: - 1 ora quando in Italia vige l’ora legale, nessuna differenza con l’ora solare.

LINGUA: la lingua ufficiale scelta al momento dell’indipendenza è l’inglese: lingua nativa di appena il 2% della popolazione preferita per non favorire nessun gruppo e perché idioma del mondo del business internazionale. Diffusi sono anche il portoghese nell’estremo nord e il tedesco.

VALUTA: la valuta in corso è il dollaro namibiano. Si consiglia di munirsi di USD e/o EURO soprattutto di piccolo taglio. Si ricorda che i dollari emessi prima del 2001 non vengono più accettati né cambiati. Le Carte di Credito internazionali sono generalmente accettate.

TELEFONO: il prefisso dall'Italia per la Namibia è 00264. Per telefonare in Italia dalla Namibia il prefisso è 0039. Durante il circuito non sarà sempre possibile telefonare, mentre sarà facilissimo ed immediato chiamare dalle città e dal Parco Etosha. Così pure i cellulari si possono usare nelle città, non sempre possibile nel resto del paese.

ELETTRICITÁ: la corrente elettrica è di 220 volt, alternata a 50 Hz. Le prese sono di tipo tripolare. Si consiglia un adattatore universale.

BAGAGLIO: le compagnie aeree non applicano tutte la stessa franchigia bagaglio da stiva, pertanto consigliamo di controllare su ciascun biglietto qual è il peso massimo consentito, ed adeguarsi a quello inferiore. E' importante che sul bagaglio venga messa un'etichetta con nome, cognome e indirizzo del proprietario in modo che sia di facile identificazione. Bagaglio, passaporti e denaro vanno custoditi con la massima attenzione, soprattutto negli aeroporti, negli alberghi e durante visite ed escursioni in luoghi particolarmente affollati.

CENTRAL KALAHARI GAME RESERVE
La Central Kalahari Game Reserve è un Parco Nazionale nel deserto del Kalahari e la seconda riserva più grande del mondo.
Il terreno è ricoperto di saline e in genere pianeggiante o dolcemente ondulato, con cespugli ed erbe, e punteggiato di aree alberate; ospita non solo grandi animali come giraffe, iene, facoceri, ghepardi, licaoni, leopardi, leoni e gnu, ma anche piccoli insetti, rettili e anfibi.
Dopo che le piogge estive giungono qui dalla Deception Valley, le vaste pianure rinascono con nuovi germogli e il panorama diventa spettacolare, con la formazione di grandi nubi nel cielo blu; questo scenario lascerà il visitatore davvero estasiato. Da non dimenticare, è l’incredibile vista del cielo notturno fitto di stelle.
I Boscimani, o San, sono storicamente gli abitanti di quest’area, ma negli anni ’90 sono stati cacciati dal governo. Dopo un lungo e costoso processo, però, si sono visti riconoscere il diritto di vivere qui; in realtà, comunque, continuano a subire soprusi da parte del governo.

DAL DESERTO DEL NAMIB ALLA SKELETON COAST
Si tratta di un deserto situato sulla zona costiera meridionale dell’Africa che si affaccia sull’Oceano Atlantico; il suo nome deriva dal termine “Nama” e significa “luogo vasto”.
Studi ritengono sia uno dei deserti più antichi del mondo, essendo arido da circa 80 milioni di anni. E’ di grande interesse per ecologi e biologi, dal momento che ospita una varietà di specie endemiche perfettamente adattate alla vita in questo territorio così inospitale.
Con una superficie di circa 55.000 km², il deserto presenta numerose tipologie di territorio. La parte meridionale è costituita da dune magnifiche dune tra le più alte e spettacolari al mondo, con colori molto intensi, che variano dall’arancione al rosa. Qui si trova una delle destinazioni turistiche più frequentate: Sossusvlei, presso cui si trovano la Duna 45, forse la più fotografata al mondo, e la Big Daddy, che coni suoi 45m è la più alta a livello globale.
Procedendo poi da sud verso nord, il terreno sabbioso cede il passo sassoso e roccioso che caratterizza tutta l’area dell’altopiano da Sossusvlei al fiume Swakop. In questa vasta area, le pianure si alternano a formazioni montuose e a canyon, come si può osservare nella Moon Valley. Nonostante la prevalenza di un suolo roccioso, le dune riappaiono in alcuni punti e le più note sono quelle che si affacciano sull’Oceano tra Walwis Bay e Swakopmund. Giungendo nella parte settentrionale del deserto, si possono sorprendentemente incontrare intense nebbie; questo fenomeno è provocato dall’interazione fra gli umidi e freddi venti oceanici e le calde e secche correnti provenienti dal deserto. Questa parte del deserti si è guadagnata il soprannome di “Skeleton Bay” proprio perché, in passato, queste nebbie causavano il naufragio di molte navi. Oggi, alcuni relitti si trovano a pochi metri dalla costa e ciò testimonia che il deserto è in continua espansione.
Nonostante l’estrema aridità, il deserto ospita numerose specie vegetali e animali che traggono l’acqua proprio dalle nebbie. Una delle specie più insolite è una pianta, la Welvitschia Mirabilis, dotata di sole due foglie che hanno la particolarità di raggiungere diversi metri di lunghezza e che può sopravvivere fino a 2000 anni. La fauna è composta prevalentemente da artropodi, piccoli mammiferi e rettili, ma si possono anche incontrare uccelli e grandi mammiferi. Molte di queste specie sono endemiche e hanno sviluppato caratteristiche uniche per adattarsi all’ambiente.
Il deserto è in gran parte disabitato, ma vi sono alcuni insediamenti umani specialmente nella zona di Sesriem, nei pressi della famosa valle di Sossusvlei, alimentati dal turismo e dal commercio di materiali estratti nella zona, come diamanti, tungsteno e sale.
Il centro abitato di Sesriem è situato a circa 4km di distanza da un noto Canyon, meta turistica molto visitata. Il canyon è lungo circa 1km e profondo, in alcuni punti, fino a 30m; è stato scavato dal fiume Tsauchab, ora asciutto in gran parte dell’anno, nell’arco di circa 15 milioni di anni. In alcuni punti si formano delle pozze d’acqua utili per la vita degli animali. Il suo nome significa “sei cinghie” ed è legato alla tecnica utilizzata dai coloni per estrarre l’acqua dal fondo della gola.

FISH RIVER CANYON
Il Fish River Canyon si trova nella Namibia meridionale ed è secondo solo al Grand Canyon statunitense; per la sua spettacolarità, è una delle maggiori attrattive turistiche del Paese.
Si estende per ben 160km e, in alcuni punti, raggiunge i 500m di profondità. La maggior parte del suo territorio è situato all’interno di Parchi Nazionali.
La sua formazione è dovuta ad un movimento tellurico e, nel corso di 650 milioni di anni, fu ulteriormente modellato dal fenomeno dell’erosione. Il principale responsabile di questi eventi è il Fish River che un tempo aveva una grande portata d’acqua, mentre ora è secco in alcuni periodi dell’anno.
Il Canyon, durante i mesi che vanno da Ottobre a Marzo, è semidesertico con temperature che raggiungono i 48°C di giorno e i 30°C di notte. Durante la stagione invernale, invece, le temperature diurne si aggirano sui 20°-28°C, mentre quelle notturne scendono fino allo 0°C.
Nel letto del fiume crescono diversi tipi di alberi e la vegetazione ha sviluppato caratteristiche particolari per adattarsi al meglio all’ambiente, soprattutto durante i periodi di siccità. La zona è abitata inoltre da numerose specie di mammiferi e roditori, nonché di uccelli e rettili.

KOLMANSKOP GHOST TOWN
Kolmanskop è una città fantasma situata nel deserto del Namib, nel sud della Namibia.
Un tempo, era una piccola, ma molto ricca, cittadina mineraria, mentre oggi è una popolare destinazione turistica. I primi minatori, arricchiti grazie all’estrazione di diamanti, iniziarono a costruire la città seguendo il classico stile architettonico tedesco, con locali per il divertimento, teatri, scuole, ospedali e il primo tram in Africa. Nel periodo che seguì la Prima Guerra Mondiale, la miniera cominciò ad esaurirsi e la cittadina fu pian piano abbandonata dai suoi abitanti.
Col passare degli anni, il deserto ha iniziato a riprendersi il proprio territorio e ora i turisti visitano queste case coperte di sabbia, godendo di scenari unici al mondo.

OPUWO
Opuwo è la città più importante della regione di Kunene, nel nord-ovest della Namibia. Le sue origini sono legate alla presenza di una base delle forze armate sudafricane e risalgono al periodo della Guerra d’Indipendenza della Namibia.
Il termine “Opuwo” nella lingua locale significa “la fine”, perché per chi procede verso nord è l’ultimo centro abitato importante prima di addentrarsi nel Kaokoland, una delle regioni più selvatiche del continente.
La sua popolazione appartiene a diverse etnie, tra cui ricordiamo gli Himba e gli Herero; nei dintorni di questa città si trovano numerosi villaggi tradizionali Himba.
Gli Himba sono un popolo di pastori, la cui storia è strettamente legata a quella degli Herero; i due popoli parlano inoltre la stessa lingua. Gli Himba sono discendenti di un gruppo di Herero dapprima fuggiti in Angola e in seguito tornati nella terra d’origine, dove si trovano tutt’ora. Hanno mantenuto gran parte del loro stile di vita tradizionale e i loro villaggi sono costituiti da capanne di forma conica, realizzate con frasche legate insieme con foglie di palma e cementate con fango e sterco. Indossano pochi capi di vestiario e le donne si coprono il corpo con un sostanza di colore rosso a base di burro, ocra ed erbe probabilmente per proteggersi dal sole o per ragioni puramente estetiche. In questa società, sono le donne quelle che svolgono i lavori più pesanti: si occupano degli animali, badano ai bambini, trasportano l'acqua e costruiscono le case. In molti villaggi si pratica la religione animista e le medicine moderne sono sostituite da rimedi tradizionali a base di erbe.

PARCO NAZIONALE ETOSHA
L’Etosha National Park è un vasto parco nazionale situato nel nord della Namibia e la sua estensione complessiva è di ben 22.900 km². Nella lingua oshivambo, parlata dal popolo ovambo che abita quelle terre, il suo nome significa "grande luogo bianco", per il colore del suolo del deserto salino.
Nella zona centrale, si trova l'Etosha Pan, una vasta depressione salina. Durante la stagione delle piogge, il Pan viene talvolta alluvionato dallo straripamento fiumi Oshana e Omiramba; durante la stagione secca, torna poi ad assumere le caratteristiche di un deserto.
Il Parco ospita numerose specie di mammiferi e uccelli, oltre a una flora particolarmente varia. Fra i mammiferi presenti nel parco si possono citare gli elefanti, gli springbok, le zebre di Burchell, le giraffe, gli orici, i kudu, gli gnu, i leoni, le iene, gli sciacalli, i leopardi e i ghepardi. Recentemente, sono stati reintrodotti i rinoceronti neri e i rinoceronti bianchi, che sono relativamente facili da avvistare nei pressi della pozza di Okaukuejo. L'avifauna è particolarmente ricca durante alcuni periodi dell’anno ed è composta, tra gli altri, da fenicotteri, aironi e pellicani.

TWYFELFONTEIN
Si tratta di una valle situata nel Damaraland il cui nome , che in origine era Uri-Ais (“sorgente saltellante”), fu cambiato dai primi coloni bianchi nel 1947 che, non trovando la sorgente, la chiamarono “sorgente dubbia”.
È conosciuta per i numerosi (oltre 2000) dipinti rupestri e graffiti risalenti all'età della pietra presenti sulle rocce. Si suppone che siano stati gli antenati dei moderni San (Boscimani) gli autori di questi disegni. La datazione è incerta, ma si pensa che quelli più antichi risalgano a più di mille anni fa. Le scene più rappresentate sono quelle di caccia a diversi animali, soprattutto ai grandi mammiferi, molti dei quali sono rappresentati insieme alle loro impronte.
Proprio per l’unicità di queste incisioni, nel 2007 l’UNESCO ha dichiarato Twyfelfontein primo World Heritage Site della Namibia.

Un viaggio, un’esperienza

CARTOLINA DALLA NAMIBIA

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